Autismo, DSA, ADHD

In questa sezione troverai i principali disturbi che vengono diagnosticati in età evolutiva.

La diagnosi di autismo giunge ai genitori sempre come un fulmine a ciel sereno più delle altre due: il figlio viene percepito “strano e diverso dagli altri”. Questa diversità si coglie nel momento in cui il bambino interagisce con i pari o con gli adulti: non guardano l’interlocutore, hanno un linguaggio povero e a volte possono non parlare, solitamente non rispettano le regole sociali a causa del deficit che hanno, possono avere stereotipie (gesti ripetitivi).
Un trattamento efficace per l’autismo è l’Analisi Applicata del Comportamento (ABA) che individua un intervento mirato e lo personalizza in base alle caratteristiche del bambino o del ragazzo.

La diagnosi di DSA è forse quella che meno desta preoccupazione: il bambino manifesta difficoltà nell’apprendimento e nell’uso di abilità scolastiche quali ad esempio la lettura, la comprensione del testo, difficoltà nello spelling o nella produzione scritta, spesso caratterizzata da errori grammaticali, difficoltà di calcolo e nel ragionamento matematico (DSM-5).
Per i DSA lo psicologo, dopo una prima valutazione intellettiva e affettivo-relazionale, attiva un percorso di riabilitazione personalizzato, occupandosi sia degli aspetti psicologici associati alla diagnosi (a volte il soggetto può sviluppare nuclei ansiosi e depressivi che cominciano con perdita dell’autostima e esacerbano in sentimenti di adeguatezza) sia delle metodologie e strategie di apprendimento mediante training di potenziamento cognitivo. Lo psicologo solitamente prende in carico anche la richiesta implicita dei familiari che possono incontrare difficoltà nel gestire i comportamenti oppositivi del bambino, i sentimenti di impotenza e le emozioni di rabbia per la condizione specifica: risulta quindi fondamentale valorizzare i punti di forza del ragazzo e promuovere la sua unicità.

Spesso scambiata per vivacità, lil Disturbo da deficit di attenzione/iperattività, più noto semplicemente come ADHD, rappresenta una sindrome caratterizzata dalla difficoltà nel rimanere attenti o focalizzati sullo stesso compito per un periodo di tempo prolungato (disattenzione), da un eccesso di attività motoria o vocale (iperattività), dalla difficoltà a rimandare la risposta, inibire un comportamento inappropriato o differire la gratificazione (impulsività). Questi sintomi interferiscono con lo sviluppo tipico del bambino e il suo funzionamento nei diversi contesti di vita, soprattutto quello scolastico.
Uno dei principali interventi in quest’ambito è il Parent Training, un intervento psicoeducativo in cui il professionista spiega ai genitori come vivere e affrontare i problemi comportamentali e relazionali del figlio. Contestualmente è opportuno svolgere un intervento sul bambino/ragazzo con ADHD affinché riesca a gestire le difficoltà emotive legate al problema, quali le prestazioni scolastiche inferiori che compromettono il rendimento scolastico e l’immagine di sé come “alunno difficile” che, se da una parte gli viene attribuita dagli insegnanti e dai coetanei dall’altra tende a rinforzare attraverso i propri comportamenti. Fondamentale quindi l’intervento dello psicologo volto a individuare cosa mantiene la problematica ma soprattutto le risorse che possono essere valorizzate affinché l’alunno sviluppi un’immagine positiva di sé e raggiunga il successo formativo e il benessere psicologico.

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