Banfi all’UNESCO, l’uomo del sorriso

In un modo o nell’altro la notizia è girata sul web e si è posata sulla bocca di ognuno di noi… “Banfi, nominato membro della commissione italiana all’Unesco”…tra lo stupore di tutti e i giudizi espressi da fautori e detrattori, desidero raccontare brevemente chi è stato Banfi per me…

Sì perché se tutti lo ricordano come l’attore comico, capace di far sorridere con il dialetto pugliese e con le gag, per me è stato anche e soprattutto Nonno Libero, il prototipo del nonno….il nonno che si arrabbia ma che sa anche accogliere le richieste dei nipoti, il nonno che fa tenerezza quando si commuove di fronte alle difficoltà della propria famiglia, lo stesso nonno che ci ha fatto sorridere per anni interi con il suo indimenticabile “una parola è troppa e due sono poche!”

E come dichiara il maestro Olmi “a salvare il mondo non sarà soltanto la cultura ma nemmeno la bellezza...potremo davvero scampare al declino di civiltà se sapremo praticare la strada maestra della gioia, gioia come condivisione di sentimenti di pace poiché una bella, raffinata, onesta risata è anch’essa a pieno titolo opera d’arte, che fa bene allo spirito, alla cultura e anche alla salute”…

Ma Lino Banfi è capace anche di una profonda umanità che riesce a trasmettere nei suoi film come nella vita privata e commuovono le parole che ha detto durante un’intervista sulla moglie che la Sindrome di Alzheimer sta lentamente consumando…quando le ho lette un senso profondo di tenerezza mi ha sorpreso, un po’ rievocando la storia letta anni fa “Le pagine della nostra vita”…forse conoscete meglio il film drammatico capace di evocare il vissuto che un caregiver di persona con disabilità o malattia cronica o degenerativa vive

Voglio rendervi partecipe delle sue parole…la malattia è cominciata nel momento «in cui mi sarei solo voluto godere la vita accanto a lei» continua Banfi, che sottolinea tutte le cose che ancora vorrebbe fare con lei. «Mai un viaggio all’estero o una crociera – dice – Adesso che potremmo non ci muoviamo per via della sua malattia, l’Alzheimer. Altri miei colleghi se la spassavano tra sesso e festini, ma io no. Sono sempre stato a casa, accanto alla mia famiglia». Anche adesso, avrebbe potuto vivere una nuova avventura: «Ho rifiutato di recente un ruolo che mi avrebbe portato in Germania perché le sarei dovuto rimanere tre mesi lontano» confessa “Nonno Libero” a Mara Venier, e con gli occhi lucidi dice non avere nessun rimorso, perché ora più che mai è il momento di stare accanto all’amore della sua vita: ««Mi sorride, mi riconosce e capisce bene qual è e quale sarà la sua condizione». Perdere la memoria è come perdere se stessi, e Lino Banfi spiega che l’unico modo che ha per restare accanto a Lucia e confortarla, è farla sorridere: «A volte mi chiede come farò quando lei non riuscirà più a riconoscermi» ha raccontato, «io, per tranquillizzarla, le dico che è semplice: ci ripresenteremo un’altra volta».


Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*